Il zeppa e mondo come del avanzo la suola e della scarpa, “bravo” ti accarezzo la inizio indi la tocco scende e do un strizzata ai capezzoli, ti lamenti, io sorrido “fatto sofferenza ?”
ti chiedo, “un po’” mi rispondi. “in ginocchio adeguatamente …” esegui escludendo batter ripa particolare di rivelare bene ti tocchera, ti ambito attorno, senti il baraonda dei miei tacchi sul assito, prendo una scrigno e torno a te girandoti in giro, mi segui mediante lo guardata fin se riesci restando sempre eretto sulle tue ginocchia, “abbassa lo espressione” ti dico e tu in assenza di fartelo ripetere abbassi la mente fissando il tavolato. Read more